mercoledì 17 maggio 2023

Dove è finita l'acqua del Rio Boera?

Non è la prima volta che la Consigliera comunale di Voltiamo Pagina Roberta Del Plato si occupa dello stato dei torrenti, dei rii e dei corsi d'acqua del Comune esprimendo preoccupazione sia per il degrado che per l'apparente mancanza di controllo su eventuali prelievi operati negli alvei.

Questa volta la richiesta appare però molto più circostanziata perché riguarda un corso d'acqua specifico come il Rio Boera che dopo almeno un secolo di "onorato lavoro" da qualche anno sembra divenuto un rio "fantasma". Neppure le abbondanti piogge di questo periodo hanno riportato l'acqua nel suo alveo.


Questo il testo dell'interpellanza:

La sottoscritta Roberta Del Plato, consigliera comunale in qualità di capogruppo del gruppo consigliare di "Voltiamo pagina"

Rilevato come

-                  Un anno di siccità abbia riportato all’attenzione delle persone il valore inestimabile che ha l’acqua per la sopravvivenza degli esseri viventi, flora e fauna.

-                  Grazie alla perturbazione che ha coinvolto la nostra zona in questi giorni, finalmente l’acqua sia tornata a scorrere nei rii, ridando vita e equilibrio.

Constatato che

- Il Rio Boera, che passa attraverso Lesa incanalandosi nel così detto “Tombinone” e sfociando nel Lago Maggiore a fianco della darsena Noseda, non ha beneficiato di questa pioggia, rimanendo asciutto. 

Segnalando altresì

- Che ormai sono anni che il rio è sempre secco, quando invece in passato nel suo alveo scorreva comunque acqua anche in periodi di precipitazioni minime.

Ai sensi dell'art.41 del regolamento del Consiglio Comunale, rivolgo la seguente interpellanza al Sindaco per conoscere

-quale sia lo stato manutentivo del Rio Boera

-  se ci siano stati dei dissesti idrogeologici a monte

-  se il comune o qualche privato abbia deviato il corso del Rio Boera e perchè

giovedì 20 ottobre 2022

Quali sono i lavori previsti sul Lungolago di Solcio?


«Per principio diffido delle indicazioni generiche. Per questa ragione quando ho appreso che l'Amministrazione Comunale aveva un progetto da farsi finanziare per il Lungolago di Solcio ho chiesto di poter vedere la localizzazione specifica e i progetti nel dettaglio. Non avendo ricevuto risposte mi avvalgo della mia carica di Consigliera per portare la questione in Consiglio Comunale. In fondo è per questo che i cittadini mi hanno votata…». Così Roberta Del Plato, capogruppo di "Voltiamo Pagina" spiega la sua interpellanza volta a conoscere nel dettaglio quali siano gli interventi previsti sul Lungolago di Solcio. 
Questo il testo dell'interrogazione:



«La sottoscritta Roberta Del Plato, consigliera comunale in qualità di capogruppo del gruppo consigliare di "Voltiamo pagina"
Premesso che dagli atti assunti dall'Amministrazione si rileva come
- sia previsto un contributo secondo la Legge 27 dicembre 2019 n.160 art 1 commi 29-37, contributi ai Comuni per interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile, contributo successivamente confluito nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
- il contributo del Ministero dell'interno dovrebbe essere messo a disposizione per l'esecuzione di "Lavori di messa in sicurezza strada comunale Via Pirich, Via Poggiolo di Solcio e abbattimento barriere architettoniche ed efficientamento energetico del lungolago di Solcio"
Dopo aver richiesto la documentazione relativa all'Ufficio Tecnico senza avere ottenuto alcuna risposta, ai sensi dell'art.40 del regolamento del Consiglio Comunale, rivolge la seguente interpellanza al Sindaco per conoscere
- nello specifico quale sia l'intervento di abbattimento architettonico sul lungolago di Solcio
- quali saranno gli interventi di efficientamento energetico del Lungolago di Solcio
- se nel progetto sia stata presa in considerazione l'ipotesi di inserire anche piazza Penagini».

 

mercoledì 28 settembre 2022

Non siamo d'accordo con la cessione del Padiglione Genietto. Si sta liquidando un pezzo importante della nostra storia

Nel Consiglio Comunale del 27 settembre l'Amministrazione Comunale di Lesa ha deciso di destinare l'immobile da tutti conosciuto come "Padiglione Genietto" a un Ente privato che lo utilizzerà per la convalescenza non ospedaliera dei bambini malati oncologici. Nell'occasione la consigliera Roberta Del Plato di "Voltiamo pagina" ha votato contro perché, nel merito e al di là dell'utilizzo a scopo benefico, con questo atto si procede, nei fatti, alla privatizzazione di un pezzo importante della storia del nostro paese. Questa la sua dichiarazione messa a verbale:
«Vorrei ricordare a me stessa e a questo Consiglio che stiamo parlando di un pezzo importante della stessa storia di questo paese. Costruito nel 1906 il Padiglione Genietto, asilo infantile destinato ad accogliere i bambini di Lesa, venne interamente finanziato da Carlo Davicini, cavaliere e avvocato, rampollo di un’antica famiglia piemontese del Monferrato. Rimasto orfano in giovane età si portò per sempre dentro il peso di questa mancanza nonostante i beni di famiglia potessero sicuramente alleviarne la condizione materiale. Innamoratosi dei suoi possedimenti sul lago divenne anche vicepresidente della Pro Verbano e fu tra i fondatori della Pro Lesa nonché il finanziatore dell’ampliamento del Piazzale dell’Imbarcadero con la realizzazione della piazzetta a sinistra dello stabile se ci si mette spalle alla collina. Il destino però aveva in serbo un altro dolore: la prematura morte del figlio, colpito da una malattia all’epoca incurabile. Decise quindi di erigere una sorta di monumento vivo e vitale alla sua memoria, qualcosa che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto durare per sempre.
Il giorno dell’inaugurazione nell’atrio dell’edificio venne scoperta una targa che recitava: “Perché in questi luoghi a lui prediletti viva perenne la memoria soave e cara di Cesare Eugenio di sua mente gentile e benefica interprete il padre con religioso affetto questo edificio erigeva ed a Lui dedicandolo donava all'infanzia di Lesa, 23 Settembre 1906”.
Quello finanziato da Carlo Davicini era soltanto il corpo anteriore del fabbricato esistente oggi. A questo vennero poi aggiunti, grazie al lavoro volontario degli abitant, in anni successivi altri corpi, in particolare il grande salone a lungo utilizzato anche come teatro il cui fondale fisso era stato dipinto da Giuliano De Giuli.
Ecco, ho voluto fare questa premessa perché il “Genietto” ha una sua storia durata decenni. L’immobile era dotato di stanze, classi, una sala che ospitava la mensa e a necessità la medesima veniva utilizzata per iniziative culturali, concerti, spettacoli.
Oggi stiamo decidendo di cambiarne la storia ed è un peccato. Infatti nonostante questo progetto all'apparenza possa essere considerato in linea con la destinazione originaria per l'infanzia, in realtà è antitetico a essa perché lo sottrae all’utilizzo da parte del paese.
Sarebbe stato più giusto puntare a mantenere le sue originarie caratteristiche, quelle per le quali era nato, facendone un punto di riferimento per i giovani, magari un centro di aggregazione, un polo culturale, da utilizzarsi per tutte le associazioni. Invece nella sostanza lo si privatizza. Per questo voto contro.
Mi consenta un'aggiunta. Se decidesse di portare avanti il progetto sottoposto alla nostra attenzione in questa seduta forse sarebbe necessario che ci spiegasse in che modo intende far fronte a tutto ciò che comporterà l’insediamento di una tale struttura nel nostro territorio, come la necessità di un incremento di servizi e soprattutto valutare la necessità che potrà esserci di un aumento di strutture ricettive, in particolare di alberghi. Una buona amministrazione è quella che programma per tempo il futuro, non quella che rincorre le emergenze».

 

martedì 20 settembre 2022

È tempo di risolvere definitivamente il problema delle interruzioni nelle forniture d'acqua a Comnago

Le interruzioni delle forniture d'acqua a Comnago  non sono una novità recente, ma quest'anno hanno
raggiunto livelli insopportabili anche perchè dopo una serie di interventi tecnici si pensava che la questione fosse definitivamente risolta. Siccome non è stato così, la Consigliera Comunale Roberta Del Plato di "Voltiamo Pagina" ha presentato un'interpellanza il cui testo è il seguente:
«La sottoscritta Roberta Del Plato, consigliera comunale in qualità di capogruppo del gruppo consigliare di "Voltiamo pagina"
rileva
- come questa estate 2022 nella frazione di Comnago ci siano state molte interruzioni nella fornitura di acqua creando disagi sia agli abitanti sia ai turisti giunti numerosi nel nostro territorio.
- che, nonostante sia stato effettuato dall’azienda Novara VCO un intervento di collegamento idrico tra il serbatoio di Calogna e il serbatoio di Comnago, l'acqua in quest’ultima frazione è mancata a seguito di un lieve temporale che ha causato problemi al quadro elettrico situato alle vasche in località Mascarana con conseguente fuoriuscita di acqua.
Per queste ragioni ai sensi dell'art.41 del regolamento del consiglio comunale, rivolge la seguente interpellanza al sindaco per conoscere
- come intende l'amministrazione affrontare la questione
- quali siano le possibili soluzioni»


mercoledì 20 luglio 2022

Il livello del trasporto pubblico a Lesa e nel Vergante peggiora di anno in anno. Occorre un’iniziativa delle amministrazioni comunali.

 
«...Gli abitanti di Lesa e di tutto il Vergante non godono degli stessi diritti di mobilità riconosciuti ad altri cittadini della Repubblica Italiana. Il trasporto pubblico non è adeguato alle esigenze di chi vive nelle nostre zone e negli anni la sua qualità è progressivamente peggiorata. I disagi sono tanti sia per chi deve utilizzare i treni con ritardi e soppressioni. I pullman hanno orari che spesso ne impediscono un maggiore utilizzo e in molti periodi della giornata mancano le coincidenze. Di fronte alla scarsa disponibilità dei gestori a dare risposte concrete alle esigenze dell'utenza, le amministrazioni comunali non possono limitarsi a protestare. È necessario che la loro iniziativa diventi più incisiva e, se necessario, più eclatante...». Così Roberta Del Plato, capogruppo di Voltiamo Pagina nel Consiglio Comunale di Lesa spiega la scelta del suo gruppo di presentare un’interpellanza sull’argomento il cui testo recita:
La sottoscritta Roberta Del Plato Consigliera Comunale del gruppo "Voltiamo Pagina"
Rileva
Come in questi anni le disponibilità del sistema del trasporto pubblico nei confronti del nostro Comune si siano progressivamente ridotte. Le esigenze di un trasporto efficiente invece sono aumentate, soprattutto con il crescere delle presenze sul nostro territorio. Se da un lato il collegamento di Comnago e Calogna con il lago appare oggi interamente affidato alla buona volontà dei singoli visto che non esiste da tempo alcun mezzo di trasporto a disposizione della popolazione dall’altro non può più essere tollerata una progressiva ulteriore riduzione dei treni che fermano a Lesa, l’incongruità degli orari e l’incomprensibile sovrapposizione di servizi paralleli (pullman e treni),
 Per queste ragioni ai sensi dell'art. 41 del Regolamento del Consiglio Comunale, rivolge la seguente interpellanza al Sindaco per conoscere:
- se sia nelle intenzioni dell’Amministrazione affrontare la questione;
-  quali iniziative siano in programma;
- se non si ritenga utile un’azione comune di tutte le amministrazioni comunali del Vergante per evitare che i gestori del trasporto locale possano continuare a operare al di fuori di qualunque controllo, in assenza di rispetto degli utenti e, talvolta, anche della logica.

 

 

lunedì 11 luglio 2022

Sul debito del Comune, se mi permettete, vorrei che si provasse a cambiare il punto di vista...

Nel Consiglio Comunale di Lesa svoltosi giovedì 7  luglio si è discusso a lungo del disavanzo evidenziato dalla Corte dei Conti che pesa come un macigno sul Bilancio del Comune. A questo proposito la consigliera Roberta Del Plato del gruppo d'opposizione "Voltiamo pagina" è intervenuta con questa dichiarazione: 
«Mi permetto di formulare le seguenti osservazioni a quanto ascoltato su questo argomento. Dalle note e dai richiami della Corte dei Conti emerge come sostanzialmente il Comune di Lesa avesse un disavanzo di 556.291,06 euro al rendiconto 2020. Sono stati evidenziati vari errori (o per meglio dire azioni di cattiva amministrazione) con accantonamento del fondo anticipo liquidità ai fini del fondo crediti dubbia esigibilità, il mancato rispetto dei vari equilibri, incongruenze nei dati e nella compilazione della relazione, scarsa capacità di riscossione dell'ente, mancata inclusione della garanzia prestata a favore dell'Unione ai fini del calcolo dei limiti di indebitamento, violazione dei tempi medi di pagamento delle obbligazioni commerciali e via enumerando. Oggi sappiamo che il disavanzo nel rendiconto 2021 è ipotizzato in 567.647,37 euro e che il piano dei rientri sarà approvato contestualmente all'approvazione del rendiconto 2021. 
Sempre stando alle risultanze della Corte dei Conti si sa che il Comune di Lesa ha spiegato la sua intenzione di adottare misure quali: la diminuzione del peso dei mutui contratti in particolare attraverso l'alienazione di beni pubblici, la rimodulazione dei contratti per servizi in vigore in relazione alla sostenibilità delle risorse finanziarie, una maggiore incisività nel contrasto all'evasione elusione tributaria, una costante ricognizione della spesa puntando alla sua contrazione. Per onestà ci sarebbe da rilevare come la corte dei conti obietti sul fatto che, a suo parere, che le misure per il ripiano del disavanzo sono state descritte in modo piuttosto generico. In più, sempre secondo quanto abbiamo capito, il Comune intenderebbe anche esternalizzare il supporto per attività accertativa. Permettetemi un’osservazione banale: perdiamo il patrimonio immobiliare acquisito nei secoli, spendiamo altri soldi per controllare l’evasione delegandola all’esterno, insomma c’è il rischio che alla fine ne usciremo con le ossa rotte…
Se mi permettete vorrei cambiare punto di vista.
So che sembra banale ma di fronte a uno Stato che taglia sempre di più i trasferimenti finanziari ai Comuni la prima preoccupazione di un’amministrazione deve essere quella di non scaricare sui cittadini residenti un carico fiscale eccessivo. Garantire i servizi contenendo i tributi deve essere lo scopo primario di un buon amministratore. 
I tagli delle risorse da parte dello Stato impongono di ottimizzare le risorse comunali, a partire da quelle umane, per garantire ai cittadini un rapporto con il comune aperto ed efficiente. Come possiamo farlo? Innanzitutto contenendo gli sprechi e rinunciando a spendere in settori non essenziali quando la disponibilità di fondi non è sufficiente. Invece di esternalizzare si potrebbe poi pensare a una riorganizzazione della struttura comunale e sovracomunale con nuove dotazioni, ottimizzando le risorse, a partire da quelle umane, per garantire ai cittadini un’amministrazione aperta ed efficiente. Perché non garantire uno snellimento dei servizi di base anche attraverso la loro informatizzazione spinta che consenta ai cittadini delle frazioni di accedere per esempio ai servizi comunali di anagrafe e tributi senza doversi fisicamente recare presso il Comune o l’Unione?
Infine sappiamo tutti che il Comune di Lesa è proprietario di molti immobili dislocati sul suo territorio. Si tratta di un patrimonio prezioso arrivato fino a noi grazie alla lungimiranza delle amministrazioni del secolo scorso e, in qualche caso, alla generosità dei nostri concittadini. Alcune di queste strutture sono tutt’ora scarsamente utilizzate, in qualche caso del tutto inutilizzate e bisognose d’interventi. Già negli ultimi anni si sono fatte alienazioni senza senso e soprattutto con pochissimi utili per il comune. Voi volete passare alla storia come i liquidatori prima ancora che di un patrimonio, di una storia?
Certo la situazione non è facile e nessuno se lo vuole nascondere soprattutto in una situazione come l’attuale, caratterizzata da un’estrema incertezza sulle possibilità reali degli Enti Locali di sviluppare una programmazione corrispondente alle aspettative e alle esigenze dei propri amministrati. Proprio nei momenti di difficoltà si deve pensare in grande rispondendo alle esigenze contingenti con una visione del futuro. Per questa ragione, a prescindere dalle singole programmazioni comunali, il destino della nostra zona resta legato alla capacità delle diverse amministrazioni comunali di elaborare un processo di integrazione reciproca che può partire dai servizi e dalle esigenze immediate, ma non può non avere come obiettivo l’unificazione amministrativa del Vergante. 
Lì si deve arrivare, altrimenti non se ne esce».

 

mercoledì 4 maggio 2022

Un'unica grande Comunità del Vergante per affrontare il futuro

Roberta Del Plato consigliera comunale di Lesa nel gruppo "Voltiamo Pagina", anche alla luce delle difficoltà economiche e amministrative che stanno affrontando i piccoli comuni, spesso divisi da ragioni di campanile o uniti in microscopiche Unioni territoriali ha lanciato una proposta che arriva dal… passato. «Per cinquecento anni i comuni della nostra zona hanno tenuto testa a una situazione ben più complessa di quella che si sta affrontando oggi. E l'hanno fatto unendosi nella Comunità del Vergante e dandosi regole che in quell'epoca erano rivoluzionarie. Forse dovremmo ricercare proprio in quelle radici e in quella struttura una risposta all'altezza dei tempi che stiamo vivendo». Per questa ragione ha presentato una mozione nella quale si impegna l'Amministrazione Comunale di Lesa a promuovere l'unificazione amministrativa di tutto il Vergante. Questo è il testo della mozione:

 La sottoscritta Roberta Del Plato consigliera comunale del gruppo "Voltiamo Pagina"
Premesso che
Già nel 1300 Meina, Lesa e il Vergante hanno Statuti Comunali e un processo di integrazione molto avanzato, tanto da avere un organo unico di governo: il Consiglio Generale del Vergante. Di questi ordinamenti è giunta fino a noi la versione approvata dall'arcivescovo Antonio da Saluzzo nel 1389, dalla quale si apprende che gli Statuti di Meina, Lesa e del Vergante contengono 146 norme di carattere amministrativo che servivano a regolare la società di allora da un punto di vista morale, amministrativo, economico e patrimoniale. Su tutto presiedeva, a fianco del podestà, nominato dall'arcivescovo, il Consiglio Generale del Vergante, composto da dodici consiglieri nominati dai consoli delle varie comunità. Tale strutturazione territoriale regge fino alla fine del '700 quando, quasi cinquecento anni dopo la sua nascita, la Comunità del Vergante si dissolve sotto l'incalzare delle armate napoleoniche e del nuovo ordine europeo.
Rilevando che
la situazione attuale è caratterizzata da un’estrema incertezza sulle possibilità reali degli Enti Locali di sviluppare una programmazione corrispondente alle aspettative e alle esigenze dei propri amministrati. Per questa ragione, a prescindere dalle singole programmazioni comunali, il destino della nostra zona resta legato alla capacità delle diverse amministrazioni comunali di elaborare un processo di integrazione reciproca che può partire dai servizi e dalle esigenze immediate, ma non può non avere come obiettivo l’unificazione amministrativa del Vergante ben aldilà delle piccole unioni dei comuni. In fondo i nostri avi sono stati capaci di costruirla e tenerla in vita per quasi cinquecento anni e noi potremmo fare di meglio!
 Per queste ragioni ai sensi dell'art. 42 del Regolamento del Consiglio Comunale propone la seguente mozione:
Il Consiglio Comunale
impegna
il Sindaco e la Giunta Comunale ad assumere i provvedimenti necessari a favorire l'unificazione amministrativa dell'intero Vergante con la costruzione di una Comunità ampia, solida e capace di avere una struttura amministrativa, finanziaria, territoriale e organizzativa all'altezza delle nuove sfide della modernità.